Eluana: i fatti

Lucia Bellaspiga - Eluana Englaro. I fatti

Lucia Bellaspiga e Pino Ciociola
Eluana: i fatti. Le verità nascoste su Eluana Englaro
ÀNCORA libri, 2009

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Scarica il PDF dell’articolo “Eluana, la forza dei fatti: un libro per raccontarli”, Avvenire (Maggio 2009)
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Una persona o un involucro umano? Nutrirla, un diritto o un accanimento? Vita o non vita? La legge è stata rispettata o aggirata?
Eluana Englaro è morta il 9 febbraio 2009 a Udine, dopo diciassette anni di stato vegetativo, chiudendo una vicenda che ha lacerato il Paese, ma lasciando aperti gli interrogativi che hanno scosso le coscienze e diviso gli italiani.
Questo libro, raccontando i fatti senza censure, si propone di offrire al lettore gli elementi per farsi un’opinione sui problemi posti dalla drammatica e complessa vicenda.

Tra virgolette…

“Certo è che davanti a una vita molto diminuita, per esempio a quella di un demente in fase avanzata, l’interrogativo se la sua vita abbia lo stesso valore di quella di uno di noi sorge abbastanza naturalmente”.
[dal capitolo “Dietro il braccio, la mente”]

“Chi è Mori lo vedremo bene più avanti. Qui basti dire che nel 2008 aveva scritto un libro, Il caso Eluana Englaro, in cui paragonava Eluana a ‘una nuova Porta Pia’, una breccia aperta per spazzare via ‘la concezione sacrale della vita’. Per questo sospenderle alimentazione e idratazione è – sosteneva – ‘moralmente giusto’, e non tanto per la ragazza in sé, visto che in fondo ‘di persone ne muoiono tante, anche in situazioni ben peggiori’”.
[dal capitolo “L'autopsia e il cervello di Eluana”]

“Il dottor Carlo Alberto Defanti, nella certificazione sanitaria che precede la ragazza alla casa di cura, aveva scritto come anamnesi che la paziente ‘non ha avuto in passato patologie rilevanti’ e nella diagnosi aveva parlato di ‘stato vegetativo permanente post-traumatico’, giudicandola in ‘buone condizioni di salute’. Aveva certificato che il suo ciclo sonno-veglia è ‘normale’, che ha ‘comportamento tranquillo’ e che ‘non ha piaghe da decubito’. Quali sarebbero le ‘gravi condizioni’ che hanno legittimato ‘una sorta di procedura d’urgenza’?”.
[dal capitolo “Il gioco delle tre carte”]

* Premessa *
Una persona?

La salute oggi ha assunto una nuova 
dimensione, non più intesa come 
semplice assenza di malattia, ma come
 stato di completo benessere fisico
 e psichico.
Corte di Cassazione, 16 ottobre 2007

Osservando lucidamente che il caso Eluana è sfociato in una 
«macabra danza intorno alla questione dell’eutanasia», Angelo
Panebianco (Magazine, 5 marzo 2009) sostiene che alla fine la vicenda 
è diventata una volgare bagarre politica, mirata al dibattito
 sull’esistenza o meno di Dio.
 Noi riteniamo che in realtà non si tratta di stabilire l’esistenza 
di Dio, né il trionfo della destra o della sinistra (che infatti si sono 
lacerate al loro interno dando vita ad alleanze inedite). Si tratta 
invece di stabilire, senza preconcetti, se questa fosse una vita oppure 
no, se Eluana fosse ancora una persona o se ormai fosse solo 
un corpo incurabile perché inguaribile. Se nutrire il suo fisico, 
tenerlo sano e dargli forza fosse una vana fatica di Sisifo o invece
 un doveroso atto, irrinunciabile nei confronti di tutti i disabili. 
In definitiva, se aver portato Eluana a morire sia stata un’azione 
lecita e giusta o un obbrobrio giuridico e umano. In tutto questo 
non è decisiva la fede: sarebbe grave attribuire solo ai credenti la 
difesa della vita, che invece è un tema universale e un sentire che 
appartiene a un’etica comune, a prescindere da ogni credo. 
Ecco perché, ripercorrendo le tappe della vicenda, abbiamo scelto 
di attenerci strettamente a ciò che riguarda Eluana, senza trat
tare il dibattito politico né i risvolti confessionali. In queste pagine 
abbiamo voluto offrire i tanti elementi mancanti affinché ognuno
potesse avere un quadro complessivo di tutti i fatti accaduti, di 
tutte le opinioni degli esperti, di tutte le verità, e non solo quelle
 che erano passate attraverso le maglie (strette) dell’informazione: 
abbiamo così raccolto un’esigenza espressa dalla gente comune che
voleva conoscere per decidere secondo la propria coscienza.
 Sul mistero Eluana, infatti, molti si sono ritenuti in diritto di
 dare risposte, ma a loro volta senza conoscere i fatti, spesso basandosi
 su notizie prive di fondamento. Le voci si sono sovrapposte e 
la verità è stata sepolta sotto mille contraddizioni e dimenticanze.
 E l’Italia si è spaccata. Questo è un libro che non vuole imporre
l’ennesima verità o gridare più forte degli altri, ma solo raccontare 
senza censure.
Il dibattito è aperto e la posta in gioco adesso è qualcosa che in 
Italia non era mai stato nemmeno concepito: il diritto di spegnere 
le vite che qualcuno (lo Stato, i magistrati, un genitore, un figlio…)
 ritenesse non-vite.
 Sta a tutti noi valutare e decidere il futuro della nostra civiltà.

Lucia Bellaspiga – Pino Ciociola

INDICE:

Premessa. Una persona?
Introduzione. Nella sua stanza
Parte prima: Medici e toghe
Lo schianto
Rianimare o no? L’effetto Englaro
Quindici anni a Lecco
“Eluana è viva”
Autorizzazione a uccidere
Decesso per decreto
Vegetativi, non vegetali
“Cibo e acqua dovuti”
Parte seconda: Verso la fine
L’emorragia: “Fuori pericolo”
Alleanza politica ed etnica
Da Lecco a Udine
Il gioco delle tre carte
L’“affettuoso incitamento”
L’autopsia e il cervello di Eluana
Le contraddizioni di Englaro
Dietro il braccio, la mente
Indietro nella storia. Le vite inutili
Parte terza: Pubblico & Privato
I media: così è (se vi pare)
I silenzi di Beppino
“Era una donna. Come me”
“I miei dieci anni come Eluana”
Cronologia

***

I proventi degli autori sono interamente devoluti alle famiglie con figli in stato vegetativo indicate dall’associazione “Gli amici di Luca onlus”, che opera nella “Casa dei Risvegli Luca De Nigris” di Bologna.