Sarah Scazzi: «La pazzia non sa pianificare. Crimine nato da una mente lucida»
Lo psichiatra Borgna: la violenza dopo la morte? Tragica vendetta perpetrata contro un’innocente che, non cedendogli, l’aveva indotto all’omicidio.
«La pazzia non pianifica orrori del genere. Solo un cuore pietrificato dall’incapacità di immedesimarsi anche per un attimo nell’atroce sofferenza che sta procurando alla sua vittima può creare un male così indicibile». Eugenio Borgna, primario emerito di psichiatria dell’Ospedale Maggiore di Novara, da decenni profondo indagatore della psiche e dei suoi meccanismi, non ha dubbi.
Michele Misseri, l’uomo che strangola sua nipote e la violenta da morta, non è un pazzo, dunque.
La pazzia, col suo seguito disperato di angosce e allucinazioni, non programma fin nei dettagli una violenza così spaventosa, non programma soprattutto ciò che è avvenuto nei 42 giorni successivi, il nascondimento del corpo, le bugie, i pianti in tivù. Il male che ha concepito è lucido.
Vogliamo dire, senza remore, che l’uomo può essere cattivo?
Certo, questo è un uomo abitato dal Male, con la emme maiuscola. La follia porta sempre in sé una traccia di pietà e compassione, l’indifferenza invece ci fa capaci di qualunque violenza pur di rispondere al piacere personale e realizzare i propri desideri, nell’assenza più totale di emozioni.
Perché far trovare il cellulare? È un inconscio desiderio di essere scoperto?
Forse anche nei cuori pietrificati, dopo azioni che sprofondano nell’orrore assoluto, la fiammella della colpa non si spegne mai del tutto. Può durare anche solo un attimo, magari subito dopo Misseri si è pentito di aver messo la polizia sulla giusta via, ma l’impasto di odio e appagamento della propria spinta istintiva è stato per un momento frenato dal grido di quella ‘coscienza di colpa’ che anche nelle storie più agghiaccianti si fa strada. E contraddistingue l’unico richiamo possibile nel deserto dato dall’assenza di ogni sentimento.
Sara aveva solo 15 anni, e lui ne era lo zio, l’avrà vista nascere: pedofilia e incesto insieme…
Due mostruosità accomunate dal rifiuto di ogni possibile comprensione. Questi sono fatti che denotano come anche la violenza più disumana sia nascosta in persone che fino a poco prima vivevano una vita di apparente adeguamento alle norme etiche fondamentali di ogni esistenza. Le parole qui diventano fragilissime al pensiero del coraggio disperato di questa ragazzina nell’opporsi allo zio.
È stato il rifiuto di Sara a scatenare una rabbia di possesso?
Dietro c’è l’idea che tutto all’uomo sia consentito, che violare una donna in fondo non abbia valore di fronte all’impulso vissuto come delirio di onnipotenza. Tu sei fragile io potente, tu la schiava e io ti voglio e non mi costa nulla possederti.
Ma perché dopo la morte? Per sfregio? Per possesso assoluto?
Per tragica vendetta, per ritorsione orrenda, direi io, dinanzi a chi, rifiutandosi di obbedire, lo aveva trascinato a commettere qualcosa per cui avrebbe dovuto pagare, ovvero l’omicidio.
L’ossessione per Sara era cresciuta senza che nessuno se ne avvedesse… Come vivere in un mondo in cui non si sa in chi riporre fiducia?
Oggi in famiglia non si parla più, e per cogliere le impronte anche iniziali del male occorre conoscersi. E la crepuscolarità della presenza di Dio, questo pensare di poter vivere senza di Lui apre cateratte di una violenza che comunque fa parte della condizione umana. L’assenza di Dio, o almeno di una etica laica, corrode le coscienze e questo non è pessimismo ma fredda analisi psicologica.
Come si può materialmente aver agito come Misseri e poi saper fingere per settimane?
È la conseguenza diretta di chi considera la vita dell’altro un qualcosa senza senso, che si possa infrangere facilmente.
Eppure appariva un uomo mite…
Hannah Arendt raccontò Eichmann come una persona normalissima, che amava teneramente i propri figli, ma sterminava con freddezza ebrei, disabili, malati psichici… Tornando a Misseri, di fronte alla sua devastazione etica diventa capace di uccidere e poi organizzare tutto ciò che gli consenta di sfuggire alla condanna. Solo un’incrinatura di coscienza lo ha fatto vacillare, mettendo in crisi i 42 giorni di messa in scena.
Cito Sant’Agostino, che cita la Bibbia: ‘Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva’. In un mostro come Misseri forse su questa incrinatura un giorno lontano si potrà far leva?
Non in tutti, ma in molti di coloro che commettono reati insostenibili la pianticella delle colpa sopravvive anche a lungo, e solo la verità psicologica, umana, misterica, trascendentale del messaggio evangelico ce la fa riconoscere… Certo ci vuole solo la follia del Vangelo anche solo per alludere a quello che lei e io stiamo dicendo, senza togliere un solo atomo alle responsabilità e al fiume di male che quest’uomo ha aperto.